martedì 26 agosto 2008

Rogne di una serata

E' una serata uggiosa e tempestosa. Ho appena sprecato 40 centesimi per prendere dei biscotti dalla macchinetta ed è accaduto l'imponderabile: sono rimasti incastrati nella molla di quell'aggeggio infernale. A nulla è valso l'aiuto di un baldo giovine chiamato con urla strazianti: ci ho perso le monete e sono rimasta a stomaco vuoto. Dovrò consolarmi a casa, tra poco.Questo piccolo - infinitesimale - accaduto ha fatto da scintilla alla paglia della mia ispirazione.Che stasera sarà un caso ma è molto, molto incazzata.Quali sono i soggetti? Gli uomini, o meglio L'UOMO. Ebbene sì. Ho incontrato la quintessenza della coglionaggine maschile. Quel misto di catatonia ormonale e Sindrome perpetua di Peter Pan che odio e amo, e non so se sia più il desiderio di piegare le sue resistenze e dimostrare che, ebbene sì, nel deserto c'è la vita, o se invece debba essere riparata la lucetta rossa, quella che si accende per dirmi "Pericolo" e invece pare spenta o in sciopero. Allora, poiché voglio dare un senso a questo inutile cozzare di diverse e opposte volontà, dalle mie quotidiane sventure trarrò istruzioni per l'uso. Che, vista la stizza che in questo momento mi anima, possono pure diventare (D) istruzioni.

Apro con alcune domande:

1)perché in amore siamo tentati di inseguire chi ci sfugge, e prima si concede e poi si ritrae?

2) Perché il "tira e molla" , quando sei coinvolto, non ti riesce?

3) E' possibile imparare a fare il tira-molla anche quando si è coinvolti?

4) e se me la dessi a gambe?

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